Un saggio sul futuro della letteratura – Angelo Rendo

[Emanuele Zinato, su Le parole e le cose, ha chiesto ad alcuni critici di scrivere un saggio sul futuro della letteratura, io ho scritto un saggio, il cinquantunesimo appunto mascherato: una mazzetta colore tessuto.]

La letteratura cade – e hai voglia a cercarne il corpo, non ne ha, è viva – quando la lettera non cade sul foglio, ma macchia un punto già oscuro, quando il mimetismo, naturalmente pop, la inghiotte, quando il discorso stretto della legge e della separatezza la perde di vista. Le applicazioni le tolgono profondità e costituzione. Quando perde il suo codice, l’infilatura stretta della ragione, per dove passa il calcolo, cade.

Ma alla fine dei conti non è in pericolo la letteratura; se non per se stessa, da un’altra parte è. Passione e responsabilità sono basti per l’individuo, la massa non combatte guerre, se non per perderle, di ritorno a casa, mentre chi scrive dimidia la mediazione.

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