Da “La superpotenza”, le poesie di Giuseppe Cornacchia – (XVIII) Anatema

[Ho scritto poesie tra i venti e i trent’anni, quest’anno ne compio quaranta: e’ il momento di una prima verifica di tenuta. Presentero’ in questa rubrica i venticinque testi inseriti nel recente volume “La superpotenza” (2012, ed. ilmiolibro.it) e raccolti sotto il titolo “Dell’iris ho il tramorto”. Costituiscono, a questo momento, il corpus ufficiale della mia produzione. A voi. GiusCo]

ANATEMA

Anatema iettaris in catacumene
e suo fratello U.E.D.A. (vaccarella)
ignoti alle cantine, scavalcavano
recinzioni, cancelli, per giocare a pallamuro
e fare le olimpiadi: cinque alberi,
sette alberi, lancio della pietra,
cento metri, salto in lungo, giro
della pista. Organizzava U.E.D.A.

© Giuseppe Cornacchia

Pubblicata su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

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