Appunti dal buon senso senza senso (46) – Angelo Rendo

A me pare una cosa un po’ sminchiata – che perde il centro, se mai ce l’ha – il continuo rimbrotto, l’incessante sparapalliata contro una faccia che è la propria stessa, se solo uno specchio si avesse davanti e dietro.

E’ raro, ma capita, che mi soffermi a leggere polemiche letterarie (sempre le stesse), di salotto più che altro, velate, di simulate disposizioni interiori verso la letteratura. Mi capita di leggere Il Foglio Il Fatto La Repubblica Il 24 Ore di Sole La Stampa Il Corriere della Sera, il più delle volte online.

Ora, non importano le firme, importa la spacchioseria esibita, il glande gonfio e manierato, ricco di trine e anelli, che ausculta se stesso e che dal dandismo kitsch e snob si va a tenere presso lidi rosiconi. Il sinistro, detentore di massima autorità in campo intellettuale, stimola il destro, il quale, rincorrendo rincorrendo, verga carta buona ad igienizzare il suo stesso culo. Peti fatti passare per accordi tonali. Dominante la noia, modale l’animo, tonica la base. A punta di braccetto, o fiori odorosi, andate in pace!

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