Sulla poesia esodante – Ennio Abate

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lunga intervista ad Ennio Abate (Baronissi, Salerno, 1941, a Milano dal 1962) da parte di Ezio Partesana (Milano, 1963).

Abate presenta e descrive lungamente il suo concetto di “poesia esodante”, figlio della lezione politica di Franco Fortini, e le sue implementazioni comunitarie (sul web e in laboratori faccia a faccia), stilistiche (di cosa scrivono i poeti, usano o no la metrica) e di circolazione presso un mondo sempre meno attento a discorsi massimalisti.

Siamo nell’alveo dei samidzat o della stampa clandestina, una retroguardia fondata su un certo tipo di resistenza etica all’omologazione del pensiero, al silenzio imposto dal consumismo coatto, alla frammentazione delle comunita’ locali in nome di un globalismo di riporto. E’ un discorso, insomma, che parte dai contesti per giungere infine ai testi, fondato su una dialettica materiale che fatica a relazionarsi all’accelerato e superficiale vivere contemporaneo.

Abate e’ un militante fedele alla missione pedagogica che ha guidato la sua vita e tanto basta. Il giudizio sulla sua teoria e quello sui suoi testi passano oggi in secondo piano.

Il testo e’ scaricabile in .pdf e gratuitamente qui: SULLA POESIA ESODANTE – Ennio Abate.

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