Da “La superpotenza”, le poesie di Giuseppe Cornacchia – (XII) Ecco, qualcuno

[Ho scritto poesie tra i venti e i trent’anni, quest’anno ne compio quaranta: e’ il momento di una prima verifica di tenuta. Presentero’ in questa rubrica i venticinque testi inseriti nel recente volume “La superpotenza” (2012, ed. ilmiolibro.it) e raccolti sotto il titolo “Dell’iris ho il tramorto”. Costituiscono, a questo momento, il corpus ufficiale della mia produzione. A voi. GiusCo]

ECCO, QUALCUNO

Ecco, qualcuno già storce la bocca:
linguaggio un po’ troppo oggidiano,
non è parlando tra amici che scocca
la sapida procella.
Mi pare si dica che sto a giocare.

Dunque, qualcosa di simile accade
da quando sono nato,
in nessuna parte di mondo
mi posso accasare: mille contrade
e nessuna città per riparare.

Orbene, non fatene un torto
l’avere per sodale il grande genio
e detestare il loglio.
Invero, costa sforzo stare astemio
tra gli sfoggi del lepido volgo giullare.

Dipende da me che si vada
a puttane un po’ tutti?
L’accozzaglia di cocci tecnologici
impone a noi tufi attese spasmodiche
d’evento; io mi spendo volentieri al mare,

senza per questo sentirmi imboscato.
Ci tengo al mio cesello
e lo difendo in tono spiritato
invitando voialtri al gioco
di ricercare cosa spargo in queste righe

poi direte; ma davvero vi lancio
lo specchio dei tempi, nient’altro,
non per nulla ho chiamato
“Duemila”. Mi propongo l’aggancio
a cert’humour arguto tra Falstaff e il Piotta.

E poi basta! Tra tanti scalzacane
non sfigura uno spirito
libero! O forse conviene agli anziani
che taccia per rischio di morte
sociale. Ecco, il mondo è decadente,

aspetto l’ordalia puzzona
degli ultimi reietti.
Voi forse non capite che declamo
la Ballata del Popolo Italiano
come non sarà dato d’averlo in futuro:

ciò che l’uomo non fa lo fa la Storia
degli eterni ritorni
di fame e ricchezze maldate.
Non m’importa quel posto sul sipario,
tra starne fuori e farne parte non ho dubbi,

quello che conta è l’ostaggio. Sta scritto
nel testo di Sun Tzu
che debole è quel forte sordo
agli scricchioli. E certo sconfitto
uscirà, meditando la sorte dal dopo.

© Giuseppe Cornacchia

Pubblicata su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

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