Appunti dal buon senso senza senso (40) – Angelo Rendo

La statua scendeva dalla nicchia, nessuno la vedeva, lo faceva di giorno, cadeva senza peso e sola portava la mano sinistra ossessa e tamburellante al seno sinistro, quella destra, invece, a soffocare il pube; girava la testa a destra, ed entrambi gli occhi ai loro spigoli supremi, forzandoli.
Stava a una altezza, rispetto alla strada, di tre metri. Il palazzo ospitante aveva aperture nella parte posteriore, nella facciata lei, e nessuna finestra o finestrone o balcone o buchi per piccioni o gatti, nemmeno tegole a spiovere. Una innocua parete di massi stondati e lisci, una murata gialla, con un occhio al centro.

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