Appunti dal buon senso senza senso (39) – Angelo Rendo

La vera importanza è dell’avaro, avido, lercio, e pezzo di spugna retinata pregna d’odio, come se non esistessero fanfare silenti, dita martellate. Che fai gli disse e chiuse la porta. Dopo il becchime, la voce grave tonò e si perse; il tratto gentile lingueggiò prima di ritrarsi e lo scheletro sputò tibia e ulna: ogni estremo perde le giunture. L’intelletto bruscamente finisce per cozzare contro il malosentire.

E voi che chiedete modestia, risalto e ironia allo scrittore, raccapriccio e risa riconsegnate prima, poi avrete tutto, quando con vesti lise e giornali sottobraccio andremo gentili a prender posto.

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