Appunti dal buon senso senza senso (34) – Angelo Rendo

Ora siedono dietro tavoli o mense imbandite, e c’è ancora qualcuno – sparuto astante o parente lontano – che getta l’occhio sulle loro vivande. La borghesia cenciosa da masterchef, della novella cucina, borghesia alta e medio-bassa bassabassa di figliolanza eletta e adulta, e l’immiserimento emotivo, portato della concorrenza, o il più turpe maschilismo ci sono, tutti: i nuovi cuochi della minchia salmistrata con ribobolo di seta e riporto d’herpes. Che tutto sanno pur di non sapere: senza forma se non la colata zuccherosa e ammaliante della parola a contratto stagno.

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