Appunti dal buon senso senza senso (5) – Angelo Rendo

Me ne sto nella cappella, pensando che saremo vivi quando non ci saremo; dall’altra parte, praticano la non oppressione, bisogna allora trovarsi una compagna sollecita, che stia con te nella cappella e giri fuori volando come un rondone, lo stesso io.
Tu potrai essere degno ma non ci sarai più, la nobiltà è parca non per qualche cosa, ma perché non ha mezzi; così la luminosità è contrastata dall’afflizione e mai sia che accada, altrimenti teorizzerete e quanto più lo farete, tanto più vi puzzerà l’alito; dalle viscere e dal fegato la rovina.
C’è tutta una schiera di oppositori contro i quali non vale contro, poiché al centro v’è un buco, dal buco esce il dito medio dell’ignoranza, lo mozziamo, o odoriamo.
Non essere sciocco e mendica un po’ di cibo, una volta due volte. Tra te e lo scarafaggio alcuna differenza, trasferisci il sorriso sulla sua groppetta nera, aiutalo a raddrizzarsi, porgi la mano alla zampetta scheletrita, che non s’illuda d’aver creato il mondo.
La città non ha intenzione – mi dicono – di dare impulso alle alterazioni, distinguendo fra produzione e condizionamento atmosferico.
Mi sono messo a girare in tondo, non è perdita di tempo, badate, cerco di capire, ma quando capirò non lo saprò. E dunque carota e bastone in dono; dona chi non è nobile. La parsimonia è un ghirigoro di cilebbra buttana, si infratta e cambia il senso alle parole.
Al modo di topo che rosicchia il foglio con le condizioni del contratto, la processione del tempo fa qualche fermata; si approfitti delle pause per puntellare la tettoia.
Gambe pelose e nude non siano avversate da chi poco peso trasporta. Rosicchia la mela o ciucciati la calzetta o sfrega a tutta lingua sul lenzuolo. Come dici? Vuoi i soldi?? Ah, per quello alla banca devi telefonare, non so cosa tu abbia fatto in questa vita che corre. Le nubi portano acqua, bisognerà inzupparsi, slappare acqua e putrido, senza rabbia, vedere la trazzera col brecciolino bianco e fresco. La liberalità è salita sul carro, il liberalismo sotto.
Quanto al resto, che non sappiamo quanto e dove sia, inutile parlarne. Il prezzo è caro, un caro ragazzo. Un elefante, animale saggio e grinzoso, sta nella pelle: che vaghi da una parte all’altra, senza dirigere a modo proboscide e lingua, è male.
Ora panna sull’intera torta porzionata, il papa ha fatto gli anni, onoriamolo. E onore pure ai compagni: mascarpone tutto di sopra, o tutto di sotto.
Non prendete piacere dai fiori, sbocciano, esplodono, vi sfondano, appassiscono, come me te tutti. Le ragadi attaccano, un poco di rugiada e calma. I legami richiedono ordine; quel che insieme si muove lascia resti, quel che siamo è della corrente del fiume. E già che ci sei, bevi quanto basta, attaccata alla suca. Poi, vattene. E poco mangia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...