cablogramma postumanista n.10

1. Pirati (miei commenti in un dibattito su Fukushima in linkedin.com)

While considering the most recent mess with oil spill (BP) and nuclear safety (Tepco), both leading to environmental disasters, I think we are going to see more and more governments directly involved into energy production. In fact, big firms and contractors cannot be trusted any more because they still put profit before safety, only to scream like children and make evasive excuses when s*it happens.

Coming back to the responsibility and accountancy of disasters in plants, this is one sentence from an Italian Court dated 16 April 2011. In my opinion, for the sake of the energy industry and its relation to workers and general public, we should hope this is going to make a trend at international level:

“April 16 (Bloomberg) –A ThyssennKrupp AG executive was convicted of murder in Italy yesterday for a fire at a steel plant there in 2007, which killed seven workers.”

http://www.bloomberg.com/news/2011-04-16/thyssenkrupp-executive-convicted-of-murder-for-italy-plant-fire.html

My point is that a fair part of the profit these big firms make at the expenses of the workers, the general public and the environment should be given back to the community in form of a greater attention to safety. In fact, I’m not sure the scale of the tsunami in Fukushima was not predictable. And Europe has been very fast to order a stress test on all the nuclear plants in the continent.

For what I’ve seen, the attitude of too many international players makes them more similar to pirates than trustworthy stakeholders. This is not the topic, the time and the place to raise such issues, but we probably might spare a thought to how the system is organized at the top. If the costs become too high, some sort of nationalization may help.

—–

2. Giovanotti (miei commenti in un dibattito sul flarf in Nazione Indiana)

A me sembra tutto un po’ ridicolo, come lo e’ la pretesa di scrivere un inglese neoglobal, culturalmente ed etnograficamente inesistente ma oggi molto pop, come la coca cola. Questi testi non vanno collaudati qui, su un sito italiano piu’ o meno aperto ai gonzi borghesi o ai giovanotti irretiti dalle scienze della comunicazione, ma su siti di madrelingua anglofona: inglesi, americani, canadesi, neozelandesi, australiani, caraibici. Li’ vi diranno in due minuti chi siete (giovanotti simpatici), cosa volete (fare bollicine) e da dove venite (dal Paese del gioco delle tre carte).

In Inghilterra, sul versante poesia, c’e’ la grande lotta fra i conservatori maschi, bianchi, anziani, modernisti di Carcanet e tutte le “minoranze” immesse nel circuito da Bloodaxe e io simpatizzo sinceramente per queste ultime. Pero’ fra italioti non dovremmo darcela a bere: li’ si trattava e si tratta di questioni etnografiche e politiche reali, non di bollicine da precari della scrittura. Comunque l’Italia non e’ la fu DDR e quindi la libera iniziativa, la libera impresa, hanno ancora maggior senso che borbottii corveschi. Prosit.

C’e’ anche Salt, piu’ recente delle altre due, indirizzata a livello concettuale sulle linee alle quali vi appoggiate. Pero’, mi permetto di suggerire, il flarf va introdotto qui in Italia in un qualche modo accessibile ai comuni mortali, perche’ e’ in effetti incomprensibile nella nostra tradizione (e altrettanto incomprensibile che venga praticato da noi, ma questa e’ solo una mia opinione). Questo spot, ad esempio, e’ molto flarf in testo e paratesto: http://www.youtube.com/watch?v=S-CSljDKjJY

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