L’avanguardia è uno scherzo

[Edoardo Sanguineti, ricordo, lo vidi insieme a Michel Chion, se non sbaglio, in un palazzo vicino alla chiesa di S. Francesco a Pisa, in occasione di un incontro di non so più cosa, anno 1995, fine anno, primo d’università. Mai più visto. Letto alla rinfusa e senza spasmo né voglia. Per me ha rappresentato la vecchiaia; gli avanguardisti si pensano giuovani; ma è sempre letale scegliere, ancora di più scegliere la gioventù, ancora di meno conta la vecchiaia. La settimana scorsa mi è capitato fra le mani un foglio piegato in quattro. Annotato un sogno; da altri indizi recupero una data, agosto 2007. Eccolo sotto.]

Su un letto, pareva di morte, lo studioso Edoardo Sanguineti. Io accanto, a reggergli un tubo di gomma posizionato dentro uno squarcio alla gola o allo stomaco. Da esso sgorgavano sangue e altri interni umori.

Il tubo si gettava in bottiglie di plastica, che io reggevo e riempivo. 1, 2, …

Ad un certo punto, chiedo a mia madre se continuare a riempirne.

Mi risponde: “Che ne devi fare, ne abbiamo a sufficienza, lascia perdere.”.

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