Due poesie di G.M. Hopkins tradotte da Giuseppe Cornacchia

Pied Beauty

Glory be to God for dappled things—
For skies of couple-colour as a brinded cow;
For rose-moles all in stipple upon trout that swim;
Fresh-firecoal chestnut-falls; finches’ wings;
Landscape plotted and pieced—fold, fallow, and plough;
And all trades, their gear and tackle and trim.

All things counter, original, spare, strange;
Whatever is fickle, freckled (who knows how?)
With swift, slow; sweet, sour; adazzle, dim;
He fathers-forth whose beauty is past change:
Praise him.

Bellezza variegata

Gloria al Padre per quel che ricompone –
cieli pezzati a manto di vacca
trote filanti in livrea puntinata
braci e marroni, ali di frosone
terra arata fática e stracca;
e mestieri, arnesi, la vulgata.

Tutto cio’ che sembra contro, strano, diverso:
il liscio segnato (come lo faccia?)
da svelto che quieto, da dolce che amaro,
da ombra che luce; tutto in Lui terso.
Adoriamo.

– – – – – –

The Windhover

I caught this morning morning’s minion, king-
dom of daylight’s dauphin, dapple-dawn-drawn Falcon, in his [riding
Of the rolling level underneath him steady air, and striding
High there, how he rung upon the rein of a wimpling wing
In his ecstasy! then off, off forth on swing,
As a skate’s heel sweeps smooth on a bow-bend: the hurl and [gliding
Rebuffed the big wind. My heart in hiding
Stirred for a bird, – the achieve of, the mastery of the thing.

Brute beauty and valour and act, oh, air, pride, plume, here
Buckle! AND the fire that breaks from thee then, a billion
Times told lovelier, more dangerous, O my chevalier!

No wonder of it: shéer plód makes plough down sillion
Shine, and blue-bleak embers, ah my dear,
Fall, gall themselves, and gash gold-vermilion.

Il gheppio

L’ho visto stamattina, questo carissimo
principe del giorno immerso nella luce
volare in sospensione, dio in nuce
lissu’ a spirale in alto, altissimo
nel suo! Poi giu’, giu’ l’ala che ricuce
parabole ed arcate in lievissimo
contrario, cuore mio affannatissimo
per un uccello – lui, dell’arte il duce.

Bellezza, valore, coraggio; aria, orgoglio, lignaggio.
Campione! E quello spirito largo,
ardente, maestoso. Di te son paggio!

E’ natura: il solco apre l’embargo
e brilla, la brace emana il suo raggio
cadendo e morendo attarda il letargo.

– – – – – – – – –

Giuseppe Cornacchia, 4-6 agosto 2010, diritti riservati

Pubblicate su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

4 pensieri riguardo “Due poesie di G.M. Hopkins tradotte da Giuseppe Cornacchia

  1. Avresti potuto mettere almeno un foulard al gheppio, visto che qualcuno mette le sciarpe alla vacca…

    Bando agli scherzi, sei uno dei migliori traduttori dall’inglese in circolazione.

    Complimenti.

    fm

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