Madoc: A Mystery, stanze [Hobbes] & [Vico] – Paul Muldoon, 1990 (13)

Madoc: Un Mistero

[Hobbes]

Coleridge non potra’ piu’ riferirsi,
da questo stipite azzurrino
sulla porta di una baracca,
ad un’idea di ‘Blu’ o di ‘Stipite’,

non potra’ da un moschetto,
una pagaia, una zucca,
da cose e cosettine,
uno scacciazanzare,

una scure, una zappa, una semplice punta,
un coltello, un bollitore,
una pinza, una tacca,
una maschera irochese, un idiofono

non potra’ dir nulla oltre i loro nomi.
Tamburi silenziosi. Botte di rum vuota.

*

[Vico]

Un piccolo scoiattolo grigio, sofferente
sbuffa
su un tapis

di vimini attaccato
ad un elaborato
sistema di leve

ruote manovelle
carrucole
ingranaggi

camme cinghie
puntoni pignoni
mandrini

punterie cuscinetti
molle
verricelli

arcolai torni vasai
cricchetti
sciocchezze

assortita ferraglia
di bielle
cricchi

su un tapis
sul quale sbuffa
un piccolo scoiattolo grigio, sofferente.

——-
Paul Muldoon, Madoc, 1990 – trad. Giuseppe Cornacchia, 2010, diritti riservati

[Vico] e’ stata pubblicata su carta a Settembre 2012 in La superpotenza, venti anni di poesie, scritti e traduzioni da G.Cornacchia e A.Rendo, ISBN 9788891027474

3 pensieri riguardo “Madoc: A Mystery, stanze [Hobbes] & [Vico] – Paul Muldoon, 1990 (13)

  1. Ciao, in questa lunga sequenza di mini testi raccolti sotto un’unica poesia, che da’ anche titolo al libro del 1990, Muldoon fa parlare diversi filosofi e li mette in relazione alla sua poetica personale. Ne ho scelti due su una cinquantina e oltre!

    Il primo testo si riferisce a Thomas Hobbes e alla polemica che ne fece il poeta Coleridge sulla possibilita’ (secondo Coleridge) di astrarre concetti dai nomi di cose concrete, cosi’ che uno “stipite” “blu” rimanderebbe ad un’idea astratta di stipite, che tutti possediamo, e un’idea astratta di “blu” che pure tutti possediamo. Invece sia Hobbes che Muldoon (che dunque si pone in contrasto alla poetica di Coleridge) sostengono che con “stipite” “blu” ci riferiamo ad un caso specifico, solo a quella particolare cosa in quel particolare momento, senza astrazioni generali.

    Il secondo testo e’ uno scherzo sulla filosofia dei “corsi e ricorsi storici” di Giambattista Vico, secondo cui la Storia e’ un eterno alternarsi di nascita, sviluppo e decadenza… Muldoon mette uno scoiattolo (che poi sarebbe l’uomo) a lavorare su una costruzione strana, atroce, di meccanismi partoriti dalla mente, ferraglie che partono e arrivano nello stesso punto, mentre il povero scoiattolo non ne trae alcun vantaggio: sofferente era e sofferente rimane, da solo a far muovere la costruzione.

    E’ una raccolta molto mentale, questa Madoc del 1990, che segna il passaggio di Muldoon da una condizione primordiale di istinti e lotte politiche o sociali ad una di tranquillo borghese emigrato in America dall’Irlanda, appunto ad occuparsi di cose concrete e delle sue ferraglie.

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