Due poesie di Gianmario Lucini

Se vai lungo la costa dello Jonio
da Reggio a Squillace, osservali
gli scheletri di muri che la ‘ndràngheta
ha disseminato lungo il litorale
e rifletti se questo è il Paese
magnifico che abbiamo ereditato
dagli antichi Greci e dai Normanni.

Considera poi che la bellezza
è soltanto una piccola preda
nel carniere dei loro misfatti:
rifletti sulla tua stessa vita
aggrovigliata nel disordine e nel grigio
dell’incertezza che ti consegna inerme
a giochi segreti e perversi;

non crederti indenne perché abiti a Milano
o al Nord o in Inghilterra
in ogni Paese ormai la guerra
unilaterale è da tempo dichiarata:
la mafia avanza, il mondo
gli cade fra le braccia
– illuso di sconfiggerla
con l’efficienza della polizia
o il candore dei fragili versi
d’una poesia.

*

L’impoetico dorme nella mia scrittura
lo trovo nei segni di questo paesaggio
nello scompiglio di mozziconi di palazzi
che s’affacciano violenti in riva al mare.

I segni che mi nascono dentro
non hanno voce né figura.

Trovo la bellezza appena svolto l’angolo
e mi appare serena nella luce del mattino
fra il verde antico di colture abbandonate
la facciata materna d’una casa contadina;

brillano al sole aranci maturi
che nessuno coglierà.

Questo paese ha bisogno di tornare
al suo passato e riscriverne il copione
piantare nuovi alberi di ulivo, confidare
nel sorriso del mare, nel fresco aspromontano

con cuore infiammato e nella mano
il fiore giovane della ribellione
la bocca salata per lo sdegno e nello sguardo
civili orizzonti di collera.

——-

Gianmario Lucini è nato a Sondrio il 18/09/1953. Ha frequentato le scuole dell’obbligo a Sondrio, Roma, Como e l’Università Cattolica di Brescia, laureandosi in Scienze dell’Educazione (indirizzo Formazione Aziendale) e conseguendo un master in critica. Dal 2007 lavora 6 mesi a Sondrio e 6 mesi in Calabria (da ottobre a marzo), dove collabora in qualità di esperto multimediale (videoriprese, montaggi video, fotografia, internet, formazione informatica di base, ecc.) presso l’Associazione don Milani di Gioiosa Jonica, aderente a Libera. Gestisce l’associazione Poiein, molto impegnata nella diffusione della cultura umanistica e nell’assistenza a soggetti svantaggiati, specie nel Terzo Mondo.

2 pensieri riguardo “Due poesie di Gianmario Lucini

  1. Peccato che le poesie del Lucini siano passate inosservate… anche in questo caso mi sembra che il tempo abbia lavorato bene: la voce ha un equilibrio e le concessioni al facilotto sono limitate. La spina dorsale del paese civile sono ancora le persone alla Lucini.

  2. Tematiche e linguaggio ampiamente sottovalutati e rimossi da larghissima parte della nostra critica . L”umano” ( e quindi l’etico e il sociale ) è ormai relegato in serie B , è ridotto a prurito, anestetizzato, clonato ; quando invece rappresenta , nei suoi esiti migliori , la cattiva coscienza della poesia che va per la maggiore : un epicedio di malesseri veleni ed elegia autoreferenziale ; autoascultazioni di un ombelico da operetta che ripete la stanca maniera di se stesso , con la faccia tosta di chi sa confrontarsi perfettamente con il sentimentalismo e l’emotività del lettore “nazional popolare” che ha rinunciato a pensare il destino e la Storia . La poesia “antagonista” di Lucini è perdente , ma sa fare il contropelo come poche ai referenti di cui si occupa e – ripeto – alla cattiva coscienza delle anime belle dell’acclamatissima poesia italiota in sibemolle e dintorni.

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