Su un quadro parlante

"Donna con bambino"

Non si dà distinzione fra semplicità e complessità. Appare ma non esiste espressione in stadio avanzato. Chi dà a chi? E quale autocensoria incapacità d’ammissione governa il censore?
Forse la vaghezza ingenua riflessa in suo diletto? O il dipingere che dipingi di te, come dire che dici di te? O, ancora, il piacere procurato ad altri? Cioè il diletto altrui, non il tuo?
Fu accertato il diletto; ma il diletto non cambia. Solo a delitto compiuto, e tutto è fatto. Non c’è colore, parola o tratto che non fermi, nel passaggio.
La considerazione ferma e tagliafuori riconduce a una messa in scacco dell’embrionalità, caricata spregiativamente sulle spalle del supposto rimbambito.
Embrionalità che non può darsi – a meno che non si guardi con occhio stordamente afflatato d’ Arte – nell’opera, quanto, piuttosto, e appunto, nella testa di chi legge, pensa o scrive o ammira con l’intenzione di stirare o stilare.
Piega inamidata dell’apparenza. E piaga impiegatizia. Paga, dunque.
La plaga ove regna il morso, che si fa rimorso e addita l’orso.
E non si capisce il frutto, se non ci si è seguiti; e se non si capisce, ci si sfa.

[Angelo Rendo, settembre 2006, http://www.nabanassar.com, diritti riservati]

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2 risposte a "Su un quadro parlante"

  1. Un’ora della notte di inizio 2010 ricordando gli Abbattista delle nostre piccole comunita’ andate e guardando il film-montaggio di Giuseppe Bertolucci sulla poesia novecentesca italiana, come da archivi RAI: http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/pop/schedaVideo.aspx?id=756

    Quello che abbiamo noi, l’eredita’ del primo decennio andato del nuovo secolo, e’ l’impossibile ritorno a quel tipo di comunita’, rotta dal mondo tecnologico “fascista e antidemocratico”, secondo Pasolini. Ma non sono sicuro che sia un peggioramento: questo tipo di mondo freddo, di relazioni al laser, costringe naturaliter alla profondita’, se non si riesce a rimanere in superficie. Regala una vita monastica senza una chiesa, una vita che nel passato era forse possibile (e accettabile) solo da prete, da rivoluzionario o da pazzo di paese, mentre oggi e’ un getto continuo a pieno vapore, appena celato dalle mansioni produttive che garantiscono il pane.

  2. E nell’ora della notte ancora più tarda: non c’è mai stata comunità per gli Abbattista di tutto il mondo, né è mai esistito peggioramento per la condizione parlante. Ogni forma nuda di vita esula dalla ricerca.
    E’ la pena che spinge alla voracità.

    Buon 2010 a te, a tutti e buone cose.

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