Il romanzo del ventunesimo secolo

Io credo che il vero romanzo del XXI secolo sarà sempre più una questione di processo: non esisterà Autore, come predica Wu Ming 1, né dinamiche altre che quelle industriali, come dice Giulio Mozzi sul futuro a breve dell’editoria. Si tratterà, dunque, di Progetti (maiuscolo perché veicolatori di Idea e Prassi e Marchio) del tipo di quelli portati avanti dalle grosse società di ingegneria, che elaborano-finanziano da sé (tramite procurement)-consegnano “chiavi in mano” lavori dei quali hanno esse stesse creato assieme ai decisori politici un bisogno, definito in base ad un malloppo economico o simbolico (economicamente futuribile) da spartirsi. Diverrà narrazione la scansione temporale dell’iter realizzativo, nel quale entra in ballo l’umanità allo stato brado dei soggetti portatori di interesse: falchi cementificatori, civette ecologiste, iene finanziatrici, pavoni da sfilata, utili idioti, terzo & quarto stato. E’ già un romanzo, in questo senso, la vicenda del Ponte sullo Stretto, con l’appalto pesantemente contestato e ancora in dubbio vinto da Impregilo; è altrettanto romanzesca la storia dell’impianto-prototipo nucleare a fusione ITER, aggiudicato al sito francese di Cadarache. Cosa cambia per il prodotto in sé, nel XXI secolo? Il manufatto resta un prodotto assai valido (al top delle esigenze qualitative del settore, nel suo tempo), realizzato da soggetti raggruppati per cooptazione. Non verranno più realizzati manufatti al di sotto di un certo standard e non sarà umanamente possibile, per un singolo isolato, realizzare processi complessi. A questo rimarrà, da fruitore estraneo al processo e al prodotto, un interesse umano e umanistico (dunque letterario) nel *dietro le quinte*, nei brogliacci di studio, nelle liti tra i contraenti. Ma sarà un interesse da tagliato fuori, da spettatore, che però cercherà di emulare “dal basso”, assieme ad altri paria come lui, l’organizzazione strutturata dei grandi gruppi. E’ il trionfo della tecnica che si innesta su uno stimolo all’aggregazione e alla lotta! D’altro canto, questo occidentalissimo orientamento al risultato razionale è per eccellenza arte, artificio, manufatto: la vera Opera come Processo. Questo condensare a addensare know-how procederà a sbalzi, venendo di tanto in tanto sbalestrato da singoli individui (estranei al processo) che affermeranno dal basso, casualmente e per aggregazione, diverse dinamiche di senso (dunque Opere-prodotto), prima di creare essi stessi nuovi gruppi dominanti o venire inglobati in quelli esistenti. E’ la vita il vero romanzo.

marzo 2006 – ripreso dall’inchiesta di Davide Bregola alla quale avevo contribuito qui: http://www.vibrissebollettino.net/davidebregola/archives/2006/03/il_romanzo_del_50.html

3 pensieri riguardo “Il romanzo del ventunesimo secolo

  1. Gliel’avevo detto, se l’e’ cercata. Adesso siamo i “supergiovani”.

    Allora puntiamo in borsa, portfolio virtuale (per ora) http://www.bullbearings.co.uk/, piazza di Londra. Tempi cupi, ma noi ci fidiamo della matematica. La matematica e’ la base della nostra vita.

    Compriamo: oggi, venerdi’ 7 novembre, £ 16700 di KAZ (Kazakhmys plc), cioe’ 5167 azioni a 323.5 pence l’una. L’analisi da’ rialzo nell’arco minimo di una settimana. KAZ e’ una golden chip, dentro il FTSE 100.

  2. Lezione #1: abbiamo piazzato l’ordine venerdi’ 7 novembre ma effettivamente compriamo lunedi mattina, all’apertura del mercato. Sulla forte spinta rialzista, il titolo ha aperto a 345.50 invece del 323.5 di chiusura precedente. Abbiamo dunque comprato 4806 azioni invece di 5167. Morale: ci siamo bruciati tutto il guadagno atteso o quasi. Rimedio: cercare di anticipare il mercato e comprare venerdi’ pomeriggio quei titoli che si sospetta apriranno molto forte il lunedi’ mattina successivo.

    Che si fa ora: vendiamo immediatamente, per realizzare comunque un minimo guadagno, visto che il titolo ha continuato a salire di qualcosa… vendiamo a 353.75 alle ore 12:00 inglesi e realizziamo un utile di £396.50 sulle £16700 inizialmente investite. Al netto delle commissioni (£10 per operazione online + 0.5% di tassa sia sull’acquisto che sulla vendita), ci restano pulite £293.48 di guadagno (pari all’ 1.757% del capitale investito) in questo primo giorno di sperimentazione virtuale.

    L’UK da’ come massimo importo non tassabile di capital gain una cifra pari a £9600 annue per il 2008-9… l’anno contributivo inglese va da 5 aprile a 4 aprile successivo. Se ci si mantiene sotto questo utile netto, nella somma di costi e ricavi delle nostre contrattazioni, non si pagano tasse.

  3. La KAZ ha continuato a scendere, andando anche sotto il livello di chiusura di venerdi’ scorso… per fortuna abbiamo chiuso la posizione con un SELL breve lunedi alle 12… generalmente il mio portfolio sara’ su investimenti di medio termine (3 mesi – 2 anni)

    brutte condizioni del mercato, ora, in UK, con la recessione e la sterlina sempre molto molto debole contro euro e dollaro… sto studiando la prossima piazzata, partiamo da £16.993,48

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