LA CORRIDA – Tutti insieme benedettamente

(Intorno al panorama più virtuale che letterario italiano )

Di tanto in tanto, guardo La Corrida (http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/). La piaga del blog multiautore, la marmellata.

Qui(http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/03/31/ai-poeti-suicidi/#comment-43805), ad esempio, un imbrattacarta pubblicato può incoscientemente scrivere, a proposito dei commenti al suo testo, “La cosa che mi fa più ridere è che su questo testo, diciamo buttato lì per caso, vi sono diciotto commenti mentre per i miei precedenti nemmeno uno.”.

Buttato lì per caso! Buttato lì per caso!!

Ho chiesto all’anima collettiva de “La poesia e lo spirito” chi fosse il governatore di una simile baracca. Non ho ricevuto risposta. Sono stato cassato, censurato. Ridicoli!

Notavo come non si facesse filtro sul pubblicando, piuttosto lo si gettasse allo sbaraglio, in pasto a nulli scrittori con la morte dentro e il ridicolo sulla spalla. Poeti inetti al volo come tacchini, incapaci di stare sul fatto, agitati, capaci di sputare odio e fiele. Dilettanti, ridete!

Un sistema funebre, dove Corrado canta e suona e grida dal lettino di plastica, o di forza, al quale è legato (http://www.nabanassar.com/cannone2.pdf).

Tutti subito pronti a pararsi le pudenda (“nel caso remoto tu non ce l’avessi con me…”), gonfi, a prenderla sul personale, non sia mai fermarsi alla compiuta significanza grafica.

I misti non sentono e della “grandezza” me ne sbatto.

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9 thoughts on “LA CORRIDA – Tutti insieme benedettamente

  1. Angelo, per carita’, lasciali perdere… come scrive Fabiano, e’ una macchina automatica che viaggia alla giornata. Piu’ che la Corrida, sembra una di quelle trasmissioni di Magalli, Piazza Italia o come si chiamava: disoccupati, casalinghe, inventori e il buon carabbbbbiniere. Aridatece Tramutoli!!!! 😀

  2. Beh, è grave che ci si riempia la bocca di responsabilità, spirito e fede; è grave che a parole il mezzo Internet venga osannato per le possibilità che offre e poi manchi totalmente la coscienza nei fantomatici responsabili di un luogo. Si entra e si esce dalla scena a piacimento come attori di films di terza categoria. Non ci si ferma su nulla, vale la blandizie e prevale il più bieco abuso di potere. La piccolezza e il destino che con sè essa trascina.

    Di questo si parlava e questo rimane come atto. E buonanotte al secchio. Fine.

  3. Rendo, leggo solo adesso e, per quel che mi compete e riguarda, ti rispondo: sono sempre stato, e sarò sempre, contro ogni forma di censura, di quello che affermi non so assolutamente niente. Sono responsabile unicamente di ciò che pubblico (finora un annuncio e un racconto di Borges) e non partecipo a nessuna “marmellata”, così come altri che conosco. E, infatti, sono intervenuto a modo mio, con una battuta, su un testo che ritenevo, e ritengo, men che mediocre: cosa che farò ogni volta che mi imbatterò in una poesia che non sia anche lontanamente passabile e presentabile. Punto. Se la mia battuta, poi, serve a te per ricamare un commento che, probabilmente contro le tue intenzioni, è risultato solo offensivo, io ti ho risposto, hai replicato, ho controreplicato e, per quanto mi riguarda, morta lì. Ti pregherei soltanto, come ti ho già detto, di non attribuirmi, cosa che io non mi permetterei mai di fare nei tuoi riguardi, né intenzioni né partecipazioni di nessun genere.

    Non ho bisogno di pararmi le pudenda, né con te né con chiunque; e se quello che scrivo è per te opera di un tacchino incapace di volare, se sono uno scrittorucolo con la morte dentro e il ridicolo sulle spalle, dovresti avere il buon gusto di scriverlo in calce a un testo, non in un thread dove il mio unico intervento è una battuta contro una misera poesiola. E comunque, anche in quel caso, non entreresti nel merito della qualità della scrittura, ma riverseresti sulla persona quell’odio e quel fiele che attribuisci agli altri.

    Francesco Marotta

    p.s.

    La “compiuta significanza grafica” del tuo scritto è lì…

  4. Caro Marotta, non portiamola per le lunghe, poi la cosa scoccia, ad entrambi, non ai similsciacalli che, quando credono di vedere sangue, arrancano, guarda quanta belle visitine oggi sul blog !:-D

    Io credo che ci siamo capiti. Se ciò non è avvenuto, buona prosecuzione a me e a te.

    Vedi il tutto in prospettiva più larga e ariosa, non prendertela sul personale.

    Stai tranquillo, non ho motivo di odiarti e sui tuoi testi dissi la mia umile sinceramente a suo tempo.

    Cerco di riflettere sull’umano e sue convenienze. Nel volo, capita ci si imbatta in qualche indizio, e non sempre è dato capirsi.

    Buon lavoro,

    ciao,

    Angelo.

  5. “Perché ho la faccia incazzata ? Ho la faccia incazzata perché respiro sfiducia, respiro aria da aspettativa, respiro quelle facce da senso critico, come quando uno vede una partita di pallone non ce la fa e tutti sono professori; perché, perché la gente legge i giornali, vede il titolo, si rimbalza si crea dei grandi film che sono tutte cazzate! Oggi non parlo di Alessandro, parlo di Napoleone. Napoleone a Uaterlo’, una pianura in Belgio, fece il suo capolavoro, tutti lo davano per fatto, cotto, per la supremazia degli avversari, c’aveva cinque grandissime nazioni contro, delle forze in campo. Però strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza, Napoleone fece il suo capolavoro a Uaterlo’. Allora, le facce scettiche, le facce di … non servono a un cazzo. Questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo. E allora, forte di questa convinzione, noi dobbiamo dimostrare che questo è un fatto. Piangersi addosso non serve assolutamente a gnente. E come nel momento duro, dagli spalti la gente ti dice ” ehhh la squadra non gira, non corrono”, bene, correte di più, stringete i denti, prova di carattere. E allora dagli spalti vi applaudiranno perché voi andrete e segnerete. Come fece NapoleTone a Uaterlo’.”

    Dal vangelo secondo Luca, stipendiato a 900mila euro l’anno.

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