[Gli mandarono però alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso. E venuti, quelli gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. È lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». E rimasero ammirati di lui. (Marco 12, 13-17)]
La versione per iPhone/iPad delle mie poesie, in testo e lettura in viva voce, e’ ora disponibile su iTunes al prezzo di € 2.99. Potete acquistarla qui:
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Sono anche disponibili le mie traduzioni da Paul Muldoon, John Koethe, Philip Gross, Gerard Manley Hopkins (i testi originali in lingua non sono riportati), anch’esse in testo e mia lettura a viva voce. Il prezzo e’ lo stesso, € 2.99, e potete trovarle qui:
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La piattaforma consente aggiornamenti e dunque le traduzioni saranno periodicamente incrementate e rese disponibili gratuitamente a chi avra’ gia’ acquistato. Sono programmati testi da John Burnside e Carol Ann Duffy, vincitore e finalista al TS Eliot Prize 2011.
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E SANCIO DISSE (ascolta il file audio .mp3, 473 Kb, incluso nell’applicazione)
E Sancio disse: “Padrone, com’è che non prendiamo
una vacanza? Dulcinea s’è data al tennis
e noi crepiamo sotto il sole”
“Caro Amico, nell’ordine del cosmo
solo un uomo può far tennis a quest’ora, e non io,
poiché c’è giusta causa & giusta guerra.
Che l’oasi razionale del diritto
preservi le medaglie ai sonatori
ma non voglio dividere la torta”.
E’ che nessuno sa starsene più in casa,
così la Marzia d’oggi in Cinqueterre
a far da ballerina nella sera.
Non si cerchi tributo in questo scritto,
ho perso la pazienza tante volte
e non mi va di profferire alcuno,
è già finito il calcio alla tv
e Bertolucci crepò ieri, ciao Attilio.
Un giorno si dirà che tal Cornacchia
vagava nell’inquieto, ma nevvero,
fu noia scandalosa a bocce ferme
reinventare il Canone eliminando l’Uomo.










