
Solo per un sentire comune,
un abbraccio che non fu mai dato
Non venirmi a parlare d’amore né di lavoro
non so nemmeno paragonarti al vento
figurati se mi può succedere qualcosa,
potrei svegliarmi di soprassalto dal rumore
del vetro sbriciolato e trovarmi riempito
di cinghiate chiuso nel baule della tua Alfa,
sarebbe un sogno, sbiadire piano nella mattina
in un lampo liquido di metallo.
[Simone Cattaneo, da Nome e soprannome]











Dispiace… un autore da tenere in considerazione, gia’ cinque anni fa: “Una sorta di periferia personalizzata rude e ostile. Fa da contrappeso una nota sentimentale originale, da cui strani effetti rosa-nero”, scrivevo del suo nome e soprannome del 2001. La terra gli sia lieve.
molto bello poi questo testo, quasi propiziatorio.
r.
Qui, di fronte a questo omaggio semplice e vero, appartato, senza (false) retoriche di circostanza, si può lasciare il segno di una presenza, a testimonianza di un dolore che sai di dover covare dentro molto a lungo.
Ciao Simone.
fm